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Piccolo Attila

Non Amo La Lucente Spada Per La Sua Lama Tagliente,Non Amo La Freccia Per La Sua Rapidità Ne Il Guerriero Per La Sua Gloria.Amo Solo Ciò Che Difendo...

Saso

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December 21

Arrivederci...

 

C’eravamo lasciati con un bacio sulla guancia e un “ci vediamo domani , buonanotte !!!”

Poi è accaduto l’impensabile, ci hai spiazzato , come un fulmine a ciel sereno, te ne sei andato , divorato da quella schifosa malattia. Son 3 notti che dormo poco e male , pensando sempre a te , al tuo sorriso , alle tue parole alla tua saggezza. Entrare a casa tua e non vederti mi rattrista molto , bastava solo la tua presenza, il tuo sguardo il tuo sorriso a rassicurarmi e rendermi felice.

Te ne sei andato cosi all’improvviso , dopo una giornata passata 12 ore insieme  , forse una delle giornate piu belle della mia vita , proprio perche l'ultima passata per intero insieme a te, la persona che in 21 anni della mia vita è sempre stata presente quando c era bisogno ,  che mi suggeriva , mi consigliava , mi sgridava , che mi voleva bene . sei sempre stato come un secondo padre per me , e lo sapevi ,  per questo ti avevo anche scelto come compare . Da giovedì mi guidi da lassù , spero di non fare ancora cazzate , di non deluderti , cercherò di portare avanti i tuoi valori , di mettere in pratica i tuoi insegnamenti .  Ti ho voluto sempre bene …

Mi manchi !!!

 

TU …

 

Tu e il tuo marsupio

Tu  e la tua golf GT 

Tu , l amore e la passione per il tuo lavoro

Tu ed i cappellini Asgrow

Tu e la tua borsa da lavoro pesantissima

Tu , quando da piccolo mi chiamavi Tosco

Tu ed i morsi che mi davi

Tu e quell impressionante giochetto che facevi con il polso

Tu e lo sport , il calcio , il ciclismo , il nuoto , la corsa

Tu ed il tuo fisico statuario

Tu ed il Chorio

Tu , Cannavaro

Tu  e l’amore per Musupuniti

Tu io e manuela in giro con la vespa

Tu , con la moto Suzuki 750 celeste in giro per Chorio

Tu  e l’amore per la campagna

Tu  e la passione per l’agricoltura

Tu , sul trattore

Tu e la raccolta dei bergamotti

Tu ed il mangiare sano e salutare

Tu “ mangia frutta “

Tu “ mangia la verdura “

Tu “ dassalu stari !! “

Tu "non fumare "

Tu " attento alle droghe "

Tu " mi raccomando quando vai in giro , non bere , non fare lo scemo  "

Tu “ Domiiiiiiiiii !!! “

Tu “ vai al nord che qui non c’è bene, scappa, resta la ! “

Tu “ penelope “

Tu che tifavi Inter

Tu ed i nostri pensieri comuni su molte cose

Tu ed i nostri discorsi

Tu ed il tuo pensiero sulla cucina grassa della famiglia catanoso

Tu e l’affetto per la tua famiglia

Tu e l’amore per la zia

Tu e l affetto verso i tuoi nipoti

Tu , mio compare

Tu che sei venuto a votarmi nonostante le tue condizioni

Tu e l ultima tua uscita in bicicletta con me

Tu e la tua ultima partita di calcio con me

Tu  ed io in viaggio per la calabria

Tu ed i tuoi racconti

Tu ed il tuo sorriso

Tu ed i tuoi sguardi per farmi capire qualcosa

Tu e quella schifosa malattia

Tu , eri molto per me

Tu , resterai per sempre nel mio cuore

Io , ti volevo un mondo di bene …

 

CIAO ZIO

December 09

C'è una Viola che vive su facebook!

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di Giusva Branca - nella foto Mark Campanaro
 
 Ce lo hanno spiegato in tutte le salse, anche se, presuntuosamente, noi di strill.it non ne avevamo bisogno: non si può più prescindere dalla rete. Non solo per veicolare notizie, informazioni, ma anche - o soprattutto - per capire i pensieri, gli umori, i desideri della gente.
D'altra parte se Obama è il primo Presidente Usa targato, in qualche modo, facebook, il medesimo social network qualcosa vorrà dire in alcuni suoi dati.
Su facebook,appunto, in pochi giorni il gruppo "nostalgici della Viola" ha raggiunto quasi 700 iscritti, continuamente in aumento. Anche nomi storici come Santoro, Rifatti, Tolotti, Bullara, Blanchard ne sono coinvolti, per un cuore, quello neroarancio che - incredibilmente - batte ancora.
Reggio è una città strana, si riscalda a fatica, salvo poi incendiarsi all'improvviso e, soprattutto, vive maledettamente di nostalgie.
Inutile negarlo, pur nel silenzio generale - e colpevole - un pilastro della storia cittadina (non solo sportiva, anzi prima sociale e poi sportiva) di oltre 30 anni manca a tutti.
La Viola basket, però, non è stata una squadra; piuttosto è stata un'idea, un modo di vivere, di essere, un sistema per sentirsi comunità quando ogni cosa intorno a noi di Reggio faceva in modo che questo sentimento di comunità venisse disgregato, frantumato, sbriciolato ogni giorno.
Viola è stato per decenni, per tanti, un modo per poter dire - per una volta non a bassa voce - "sono di Reggio Calabria".
Pochino per una comunità che pretenda di dirsi civile?
Può darsi, ma era l'unica cosa. Facile oggi, per chi non c'era sugli spalti ma non c'era nemmeno per le strade con i morti ammazzati, dire che era solo una squadra di basket.
No, la Viola non è mai stata una squadra di basket; la Viola ha rappresentato la via di fuga, con i pensieri, quello scoglio al di là della burrasca - interminabile - al quale appigliarsi; la Viola è stata - a detta dello stesso Lillo Foti - l'esempio di conduzione di management sportivo al quale poi si ispirò la giovanissima Reggina Calcio; la Viola è stato lo straordinario testimonial sociologico che "anche a Reggio si poteva".
Si poteva sfidare Milano e Bologna, Roma e Treviso, senza paura, uscendone spesso felici e vincenti; e sul piano della convinzione, negli anni, questo ha contribuito non poco a riannodare i fili del corto circuito storico generato dal post-rivolta e dagli anni tragici settanta-ottanta.
Alla Reggio delle persone per bene e semplici a lungo non è rimasto altro; questa Reggio per decenni ha vissuto di Viola, sette giorni, nei cuori e nelle passioni di migliaia di persone che magari non hanno mai messo piede in uno dei tre campi (Scatolone, Botteghelle e Pentimele, se non è un record anche questo...), ma che restavano incollatie alla radiolina senza nemmeno respirare.
Per generazioni di giovanissimi reggini che praticavano basket l'ambizione massima era vestire, anche solo per una volta, la canotta delle giovanili nero-arancio.
A nessuno in città erano ignoti i nomi di Santoro e Bullara, Bianchi e Rossi, Caldwell, Avenia e Tolotti, Porto e Bryant, Laganà e Kupec, Campanaro, Hughes, Sconochini, Ginobili, Rifatti, Garrett, Young, Zorzi e Gebbia, Recalcati, Benvenuti, Lardo.
E questa Viola - anno dopo anno grazie a personaggi come Viola e Tuccio, De Carlo e Scambia e poi Versace, Silipo, Abenavoli - creò, trainandolo, un intero cosmo di pallacanestro "minore" (che brutto termine per una cosa nobilissima). Una Viola che, per anni, si mantenne in piedi grazie alla passione di gente reggina, umile e capace, laboriosa e passionale.
Favano, Messineo, Raineri, Morabito, Placanica, Falcomatà sono solo alcuni di questi e la loro attività per la città è meritoria altamente, al pari, in maniera parallela, ad esempio, di quella della famiglia Sant'Ambrogio, Ileano e Enza in testa, Franco, Sergio, Cesare e Carlo subito a seguire.
Una Viola che produsse anche un'intera generazione di giovani tecnici. Nomi come Iracà, Benedetto, Bianchi, Tripodi, Romeo dicono ancora tanto nel panorama cestistico regionale e non solo (Bianchi e Benedetto, ad esempio, guidano Imola e Latina, in Legadue e A dilettanti)
La Viola è morta, sul piano tecnico-agonistico.
La Viola è ben viva nei cuori, perchè i valori non muoiono ed allora, in questo senso, aveva ragione il capitano storico della Viola, Sandro Santoro, capitano di quella Viola che passava da una tempesta all'altra, quando diceva che "qui non si muore mai..."
Una Viola che, come una maledizione, come un perfido sortilegio, ha legato la sua storia anche a morti incomprensibili che si sono portate via De Carlo e Fulco, Mazzetto e Rappoccio e, da ultimo, Condello. Giocatori, dirigenti e tifosi, tutti tristemente livellati anzitempo.
La foto ritrae un Mark Campanaro in perfetta forma, a 25 anni esatti dallo storico esordio in A2, dove proprio Campanaro quella Viola ce la portò di peso.
Non sembri un'eresia: l'anima della Viola, anche lei, è in forma smagliante.
E se...
November 30

Corneliu Zelea Codreanu

 
 
“Percorri soltanto le vie indicate dall'onore.
Lotta e non essere mai vile.
Lascia agli altri le vie dell'infamia.
Piuttosto che vincere per mezzo di un'infamia, meglio cadere lottando sulla via dell'onore”
 
Corneliu Zelea Codreanu
 
 
A 70 anni dal tuo martirio ... Ave Capitano Rosa rossa
November 02

Rori antifa quaquaqua

 
 
mamma: Rori ndo vai??!?!
figlio: vado a manifestà! ci so i fasci in piazza, l'amo a caccià sennò ar prossimo giro ce fanno er culo...! ce hanno già fregato le mejo battaje sur "sociale" ! ormai nun ce resta che piagnucolà l'antifascismo!!così ce danno sempre retta e semo sempre i boni!
mamma:si si bravo il mio bimbo democratico!! ma dove so sti fasci?!?!
figlio: so ar corteto de la germini...
mamma: ma pure tu sei contro la gelmini!
figlio: si ma... è diverso mamma! loro so fasci! vado mamma! ce vedemo dopo

intanto...

rori ( giunto sul piazzale assieme alla sua cricca di impavidi) : ecco ecco i fasci!! guarda a sti burini che stanno a fraternizzà co tutti. so tutti allegri li appresso a loro!! sti fasci!!!
stanno a mette ppure musica!! ma che mettono?!? eja ejaalalà!?!?no stanno a passà rino gaetano?!! ma non era comunista?!? sto non ce sto a capiì più niente!! basta! vado! so sempre fasci e num me mporta che gridano "ne rossi ne neri ma liberi pensieri"!!

BENG BANG BUNG CARICA!!

rori: ammazza aoo sti fasci no mollano!! so cinquanta e noi semo 400!! e si stanno pure immobili a quadrato!!! vabbè je meno sta sedia sta sedia tanto poi dicono che so stati loro o che è colpa de Cossiga...

ancora rori: attenziò giornalista!! riprendi loro che so co e mazze tricolore!!

giornalista: si ma pure tu hai casco e spranga e lanci cose...!!

rori: si ma loro so fasci!!
giornalista: hai ragione!!!

rori: ma anvedi un po che squadristi!! sti fasci de mmerda!! quando je l' avemo date prima (pensa tra se e se:...ma le abbiamo prese) nun ce avevano niente! mo c'hanno le mazze, se a sò pensata sti fasci!! so nteliggenti anche se so fasci!
ecco a polizia!! mo ce pensano loro a caricarli... noi ce ne potemo andà

beng bang spatang!

rori: ecco sa sò cercata sti fasci! così imparano a esse i boni e accanto a gli studenti!

pronto mamma sto tornando, me da uno stacco a casa la germini col questore ..me deveno un favore!!

 

1havio


October 23

Che Guevara per Gabriele Adinolfi

 

Ho sempre avuto un debole per quest’argentino morto in Bolivia inseguendo un utopia che già era fallita in Congo. Eppure , da comandante guerrigliero, aveva trionfato, agli ordini di Fidel Castro, nella rivoluzione Cubana, ottenendo una poltrona da ministro alla quale rinunciò per esportare la guerriglia. << Rivoluzione è trasporre lo spirito della guerriglia nel quotidiano >> ebbe a dire. Per questo lo stimo ; e poi perché all’epoca Peron lo considerò sempre un alleato e lo raccomandò alle avanguardie nazionalrivoluzionarie di ogni dove. La Federazione Nazionale Combattenti della Repubblica Sociale Italiana, nel suo quindicinale “Corrispondenza Repubblicana” del 1 Novebre 1967 salutò il guerriero appena caduto esprimendo  nell ‘ articolo “Ernesto Che Guevara : la morte di un rivoluzionario” apprezzamenti non solo esistenziali ma politici e condividendone i fondamenti dell’azione.

Colpì l immaginario ed il cuore di tanti spiriti liberi di allora. Jean Cau scrisse Una passione per il Che ;nel vasto panorama mitologico di Walter Spedicato – che fu sempre rigoroso nei giudizi- Ernesto Che Guevara aveva il suo posto autorevole. Certo , ha ragione anche chi sostiene che in un certo senso è piu arduo restare ancorati ad una responsabilità governativa che gettarsi impulsivamente a giocare alla guerra. Ma per me è sempre comunque degno di ammirazione chi scalpita e chi a qualsiasi accomodamento preferisce l avventura. Proprio qui , alla fine, si trova il crinale tra la vita e l’imbalsamazione.